Diario di un HTPC, episodio 1: logistica

L’idea di avere un piccolo cinema in salotto conquista subito l’appassionato di tecnologia, portandolo a buttare un PC di recupero con quattro fili a penzoloni che escono dal tv e mouse/tastiera abbandonati a tempo perso tra i mobili del salotto. Il/la coniuge convivente del soggetto esterneranno in poco tempo il loro disagio e fastidio nell’avere tale disordine nel luogo del “relax” di casa che partire con un buon piano di locazione può solo giovare a entrambi.

L’idea nel mio progetto è quella di avere un’esperienza senza compromessi ma con piacevole impatto estetico dove normalmente ricadrebbero polvere, caos e inciampi pericolosi. Non contento, non ho voluto creare una zona living classica, con i divani e sofà rivolti verso una libreria/muro in cui è incassato lo schermo. Invece, appoggiando i mobili da seduta alle pareti e montando il televisore su un mobiletto dotato di carrello, ho scelto una soluzione flottante valida per ogni occasione.

Render dell’esempio raccontato. Sembra poco pratico ma non lo è.

Vuoi una serata intima a due con esperienza da cinema? Avvicina il TV al divano principale. Vuoi dedicarti a una partitina su mega schermo mentre il coniuge/coinquilino si svacca sull’altro divano? Ruota la postazione e orientala verso di te per una sessione più privata. Vuoi tutta la sala senza impicci? Muovi il mobiletto presso uno dei muri/divani e ottieni tutto lo spazio senza compromessi. Inoltre, avendo le porte finestre del terrazzo sulla terza parete, applicando delle tende si ha un effetto dietro al tv che diffonde la luce esterna schermandola leggermente. Questo leggero bagliore dietro il televisore simula le strisce led presenti (o DIY) dei modelli più costosi, migliorando il contrasto durante le riproduzioni al buio.

Se andiamo ad osservare la pianta della stanza, noterete che la posizione delle casse dell’impianto audio sono in un luogo non convenzionale. Questa è stata una scelta dettata dalla necessità di tenere l’isola televisiva leggera e mobile, oltre al fatto che ho voluto usare l’impianto hi-fi come amplificatore esterno, sia per i contenuti digitali che per il giradischi. La scelta di avere gli altoparlanti allineati con le teste degli ascoltatori (posizionati di default sul divano nero) e col fuoco che punta verso lo schermo ha rivelato avere un suo perché.

Le casse così lontane enfatizzano il panorama orizzontale, lanciando i suoni verso il centro direttamente sul televisore. La sensazione è di assoluta normalità per quel che accade di fronte, mentre gli estremi sono molto più lontani da dove avviene l’azione, evidenziandone la posizione spaziale. Pensando all’esperienza di un buon film, caratterizzato da una buona produzione acustica, abbiamo il fuoco dell’azione sonora proiettata sullo schermo, fuoco principale dell’esperienza visiva, e ogni dettaglio extra che arriva da dove lo spettatore non può osservare. Gli scricchiolii “da dietro” al protagonista, così come ogni evento fuori camera o i rumori di contorno vengono esaltati, senza interrompere la scena o provenire dalla scatoletta frontale. Ho avuto 5.1 nel passato, anche configurati bene, in varie tipologie di stanze e provati con vari contenuti, ma vi assicuro che son rimasto sorpreso da una sensazione di immersione che possa dare un semplice sistema di casse posizionate dove non ci si aspetterebbe. Vi inviterei a provarlo, e se passerete da queste parti sarò felice di farvelo sentire, ma per ora dovete fidarvi (o sperimentare). Dal punto di vista personale, non penso di voler tornare indietro da questo soluzione e non sento il bisogno di espandere il comparto audio ulteriormente.

“Se questo è ordine” (notare il pc a sinistra, l’hard disk appoggiato e lo schermo con grande contrasto al centro..

Ora, chiarita l’esperienza che voglio portare e la configurazione della mobilia della stanza, passiamo al passaggio successivo: il giusto hardware per sistemare questo casino di cavi, dischi e computers..

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