Agape Centro Ecumenico

Agape Centro Ecumenico è il teatro delle vicende raccontate in questo blog per questo trovo essenziale inserire qualche dettaglio sulla struttura. I testi a seguire sono ricavati dalla pagina wikipedia del centro in quanto sul sito ufficiale c’è carenza di documentazione. Per fortuna i volontari che vivono il centro hanno a cuore il progetto e nonostante le vie ufficiali siano arretrate si è organizzato per la costruzione di una pagina ufficiale su wikipedia. Iniziamo dalla

Storia

Nell’ottobre del 1947, nel clima di ricostruzione postbellico, i responsabili dei movimenti giovanili collegati in Europa al Dipartimento del Consiglio ecumenico delle chiese si riunirono per la prima volta dopo la fine della guerra. In quella occasione il pastore valdese Tullio Vinay propose un progetto, consistente nella costruzione di un centro ecumenico internazionale nelle valli valdesi, a Prali, in provincia di Torino. Il centro, denominato Agape, era stato proposto dalla F.U.V. (Federazioni delle unioni giovanili valdesi) e raccoglieva l’esigenza della gioventù di una chiesa protestante minoritaria in Italia di avere un punto di riferimento e di aggregazione. Nasceva comunque con l’intento di rappresentare e intercettare una diffusa esigenza di rafforzare anche il movimento ecumenico.

Il nome di Agape si riferisce al versetto biblico della Prima lettera ai Corinzi attribuita a Paolo di Tarso 1:13[2]:

« L’agape (amore di Dio) non verrà mai meno. »

Per il pastore e storico valdese Giorgio Tourn, Agape fu “l’elemento di maggior novità nella vita delle chiese valdesi del dopoguerra, quello che suscitò dibattiti accesi e polarizzò le maggiori forze”. In effetti, la costruzione dell’opera significò per la chiesa valdese una svolta nella percezione di sé e nella concezione della propria funzione culturale: la nuova generazione di valdesi decise di abbandonare gli atteggiamenti autoprotettivi, il rafforzamento delle comunità, la missione di orientamento polemico in funzione anticattolica, rivolgendosi verso il mondo esterno, l’impegno sociale ed ecumenico; in questo ambito, Agape rappresentò il luogo principale di formazione e maturazione della coscienza collettiva..

Il progetto di Agape fu realizzato dall’architetto di scuola fiorentina Leonardo Ricci, collaboratore di Giovanni Michelucci, e la costruzione del centro, oltre che da Ricci fu seguita anche dall’ingegnere Nino Messina, membro della Chiesa valdese di Firenze, e proseguita da Giovanni Klaus Koenig (altro architetto di spicco della minoranza protestante italiana). I lavori per la costruzione di Agape cominciarono nel 1947 e vennero in gran parte realizzati con il lavoro di volontari e finirono per le strutture fondamentali nel 1951. Il progetto iniziale prevedeva una struttura centrale collegata a 4 casette. Nel corso della costruzione il progetto subì alcune variazioni ed alla fine furono realizzate solo tre casette.

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Sul progetto di Ricci, scrive Manfredo di Robilant: “Nella formazione professionale di Ricci, Agàpe è cruciale non solo perché prima opera costruita, ma soprattutto per le suggestioni che esercita sulla concezione che l’architetto elabora del proprio fare e del proprio ruolo, come l’autore ben spiega. L’idea di Vinay, di fondare in un luogo isolato una comunità ecumenica che condivida spazi e vita quotidiani, ha infatti un’eco ben leggibile nella ricerca di Ricci sulla distribuzione, orientata alla creazione di spazi fluidi ai limiti dell’informale ma sempre raccolti attorno a centri dove i riti della quotidianità possano trovare adeguato svolgimento. È significativa in questo senso la nota polemica dell’architetto contro l’Unité d’Habitation di Marsiglia, considerata un agglomerato insensibile di spaziscatola.”

La realizzazione del villaggio è così descritta ancora da Tourn: “il lavoro volontario, l’impegno nel reperimento di fondi e nella ricerca del senso da dare all’operane delineò il carattere di movimento associandovi però una fortissima carica simbolica, talché Agàpe realizzò la sintesi delle realtà che avevano sorretto l’identità valdese durante il ventennio (…). Monumento non di un passato da ricordare, ma di un futuro da realizzare, attorno al quale mobilitare energie e progetti; evangelizzazione non verbale ma visibile e tangibile, proposta di umanità, rinnovamento non solo personale ma comunitario”.

La costruzione della chiesa all’aperto viene terminata nel 1952. Nel 1953 comincia la costruzione della casa residenti. Nel 1972 le forti nevicate invernali costringono la comunità ad operare delle riparazioni e dei rinforzi alla struttura. Altre restrutturazioni saranno dovute al primo deteriorarsi delle strutture negli anni ottanta.

Negli anni cinquanta cominciano a svolgersi i primi campi operai. Nel 1954 si svolgono i primi campi cadetti con temi inerenti alla teologia, i cui partecipanti fanno parte delle organizzazioni cristiane del WSCF (World Student Christian Federation) e della FUV. Gli anni sessanta vedono i primi incontri intercontinentali Europa-Africa. Dal 1976 Agape offre la possibilità di svolgere il servizio civile nel centro.

Struttura

Il centro ecumenico di Agape, opera di Leonardo Ricci, non ha la struttura tipica dei centri d’incontro, l’architettura è particolare e determinante per le funzioni che deve svolgere e per le attività che prevede. Uno dei punti fondamentali è l’integrazione dell’edificio con la natura, è infatti costruita essenzialmente in pietra e legno. Il progetto è caratterizzato da una forte simbologia: i tetti puntano al cielo, le finestre si affacciano sulla natura circostante e la pianta dell’insieme rappresenta un timone.

Nel corso degli anni sono state portate varie modifiche ed aggiunte alla struttura principale. La costruzione di una nuova ala che comprende nuove cucine, l’introduzione di panche mobili nel salone che permettono la divisione in più gruppi durante le attività, nuovi bagni e un saloncino adatto al lavoro di gruppo. Queste modifiche si allontanano dal progetto originario che prevedeva un’idea di stretta comunità per adeguarsi a nuovi bisogni.

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Nel progetto iniziale oltre al salone centrale, casa residenti e chiesa all’aperto, era prevista la costruzione di quattro casette collegate tramite scale coperte. Al termine della costruzione della struttura principale la quarta casetta non viene realizzata.

Attività

Negli anni cinquanta, l’interesse di Agape è rivolto soprattutto alla formazione evangelica, tuttavia già dal decennio successivo, si inseriscono problematiche legate al lavoro, allo sviluppo e alla cultura. Di conseguenza, si vede aumentare il numero dei non credenti, oltre che quello dei cattolici, stimolati dalle aperture ecumeniche del Concilio Vaticano II. L’interesse politico prende un posto via via crescente. Nel 1961 si tiene il primo incontro Africa-Europa.

Negli anni sessanta si revisiona la teologia e la si abbina alla pedagogia. L’interesse per il discorso politico aumenta e nei campi arrivano la lotta di classe, la coscienza operaia e la questione comunista.

Negli anni settanta, accanto alla formazione giovanile, si intensifica ulteriormente l’interesse politico, che si concentra sulla riflessione teologica della componente cristiana del movimento operaio e del movimento femminista. È del 1974 il primo “Campo Femminista Internazionale”.

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Gli anni ottanta vedono una maggiore attenzione ai temi della soggettività. È del 1980 il primo convegno italiano su “Fede cristiana e omosessualità”. Si apre un filone di dialogo con l’ebraismo. Non è tuttavia mai accantonato il filone politico, con la riflessione internazionale sulle problematiche del Terzo Mondo, della pace e del disarmo, e quella sul lavoro.

A partire dagli anni novanta, le tematiche “soggettive” assumono una rilevanza preminente. Accanto ai campi, si tengono weekend tematici nei quali, attraverso il pensiero della differenza di genere e la teologia, si riflette sull’etica, su donne e tecnologia, sulla maschilità. Negli anni 2000, si aggiunge un nuovo filone tematico riguardante la globalizzazione neoliberista ed i movimenti di opposizione.

Da aggiungere sulle attività, oltre alle riflessioni che sono la vita di Agape in tutti i suoi aspetti, da un punto di vista più pratico si organizzano campi, per tutte le fasce di età, ed è metà di volontari da tutto il mondo in cui incontrarsi per un progetto comune.

Volontariato

Le forme di volontariato ad Agape si dividono in vari “livelli” anche se in fattore pratico, la natura di Agape considera tutti a pari livello in quanto la base democratica ce lo permette.

Campolavoro

La base del lavoratore volontario ad Agape: aiutano i residenti e la staff nella realizzazione dei campi / ospitalità di Agape. Durante il campolavoro si vive l’essenza di Agape e si discutono le tematiche principali. Fare campolavoro è una delle opportunità più formative gratuite che ho trovato in giro. Questo perchè si incontrano persone da tutto il mondo, ci si confronta su tematiche di tutti i generi e gusti in un ambiente “protetto” che è quello agapino.

Staff

“La” Staff è quel gruppo di persone che si prendono l’impegno di organizzare un campo/evento ad Agape. Questa è una forma di volontariato molto diversa dal campolavoro in quanto Agape investe in queste persone per la buona riuscita dei suoi campi. Se durante il campolavoro si ha già un confronto con un gran numero di persone, durante un campo si ha un diretto contatto con 60 e più persone per un periodo molto limitato. Questo è stremante dal punto di vista delle energie ma decisamente intenso.

2014-08-20 09.31.29Residente

Quando si capisce che si può dare qualcosa di più ad Agape, si può decidere e chiedere di far parte del gruppo residente. Costoro vivono tutto l’anno ad Agape, da settembre al settembre successivo (generalmente). Si occupano del mantenimento del centro e organizzazione del lavoro durante il corso dell’anno. Fare residenza è un impegno molto grande e ne parlo nei post di questo blog.

Relatori

I relatori, quando volontari, vengono per fare interventi, aiutare le staff dei campi, apportando qualcosa di particolarmente loro nel campo senza prenderne parte direttamente.

Comitati

I comitati sono i sommi censori delle decisioni importanti. Si dividono in comitato esecutivo e comitato generale. Anch’essi sono volontari eletti da altre forme. Il CE (comitato esecutivo) aiuta la direzione nel prendere le decisioni e nel lavoro di analisi delle possibilità, sono anche quelli che ascoltano e decidono quali domande di residena accettare o meno. Il CG (comitato generale) è il veto sulle decisioni più grandi: per questo si riunisce poche volte durante l’anno ed è composto da membri per lo più esterni alla vita di Agape ma comunque legati a essa.

A seguire..

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